SCAVI di POMPEI (Napoli)
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Indirizzo: Via Villa dei Misteri, 2 - 80045 Pompei (NA)
Telefono: 081-8575111; 081-8575347 (info);  Fax: 081-8613183
Orario
•    Dal 1 novembre al 31 marzo: dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso: ore 15.30).
•    Dal 1 aprile al 31 ottobre: dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso: ore 18.00)

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre  (salvo diversa indicazione)

Per le scuole in visita è obbligatoria la prenotazione: tel. 081-85 75 348
Visite guidate: Sezione didattica: tel. 081-8575331;  info: tel. 081-8575347

Per arrivare
Pompei dista dall’aeroporto di Napoli Capodichino circa 25 km.
•    in auto: autostrada Napoli - Salerno (A3), uscire a Pompei Ovest.
•    in treno:
-    Ingresso Porta Marina: Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)
-    Ingresso Piazza Anfiteatro: Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei  
      Santuario)
•   Trenitalia: Linea Napoli - Salerno fermata Pompei
•    in bus:  da Napoli (bus SITA); da Salerno (bus CSTP: n. 4  e “celere” via autostrada).

 
Non ancora ripresasi dai vari terremoti verificatisi a partire dal 62 d.C., Pompei era un enorme cantiere di costruzione quando il Vesuvio, risvegliatosi il 24 agosto del 79, la investì con una spessa nuvola di cenere, lapilli e scorie che la seppellì sotto uno strato spesso  6 metri. Per secoli Pompei rimase  sepolta.

Verso il 1595-1600  l’architetto Fontana, scavando un canale per l’acqua del Sarno, incontrò iscrizioni e tracce di affreschi.

L’inizio di una vera esplorazione si ebbe però soltanto nel 1748, dopo che erano già iniziati gli scavi a Ercolano.

Dal 1860 il disseppellimento di Pompei prese ritmo e metodi regolari, sotto la direzione di Giuseppe Fiorelli, che ideò il metodo con cui  ricavare il calco delle vittime dell’eruzione versando  gesso  fuso  nei vuoti lasciati dai loro corpi nel banco di ceneri.

Nel 1960 iniziò l’esplorazione della vasta necropoli vicino a porta Nocera.

Pompei è l’unica città antica di cui si possiede esattamente  la struttura topografica.

L’area abitata, con 35.000 abitanti (in età imperiale), si estendeva per circa 66 ettari con una cinta muraria di 3220 metri. Le strade sono quasi tutte rettilinee, ortogonali, lastricate e fiancheggiate da abitazioni o da botteghe; le arterie principali hanno ai lati i marciapiedi elevati e pavimentati.

 L’archeologo Fiorelli suddivise l’abitato in 9 regiones e ognuna di queste in insulae, assegnando un numero d’ordine progressivo a ogni vano d’ingresso di ciascun isolato.

 
Da non perdere (iniziando la visita da Porta Marina):
 -  il Tempio di Apollo;
 -  la Basilica, centro della vita economica della città;
 -  il Foro, sul quale si affacciano i principali edifici pubblici;
 -  il Macellum;
 -  il Tempio di Giove;
 -  Terme del Foro.
 -  la Casa di Pansa, una delle più grandi residenze che occupa un’intera insula.
 -  la Casa di Sallustio, esempio di abitazione sannitica del II secolo a.C.
 -  la Via dei Sepolcri: esempio completo di strada suburbana fiancheggiata da ville, botteghe e sepolcri.
-   Villa dei Misteri, II secolo a.C., è un edificio fra i più importanti per la struttura architettonica e soprattutto  per le pitture che la decorano,
-    Casa del Fauno, vasta e nobile residenza che occupa un intero isolato (80 × 35 m). Prende questo nome dal bronzetto  che decorava uno degli impluvium della
     casa, ora al Museo Nazionale di Napoli, insieme a gran parte dei mosaici che la ornavano.
-    Casa dei Vettii, appartenuta a una famiglia di facoltosi mercanti, al suo interno documenta una ricca decorazione parietale.
-    Casa degli Amorini dorati, appartenuta ad una ricca famiglia pompeiana.
-    Casa del Centenario, così chiamata perché scavata nel 18° centenario dell’eruzione (1879), ha una pianta complessa, risultato dell’unione di tre abitazioni  
      indipendenti, e notevoli pitture.
-    Terme centrali che  sono il più antico e completo impianto termale pompeiano. Consta di tre parti principali che si sviluppano attorno al vasto    cortile della palestra:
      i bagni pubblici a E, ripartiti in maschili e femminili; bagni privati dietro il portico del lato N; a O gli impianti per l’uso combinato del bagno con gli esercizi della
      palestra.
-   Un propileo a colonne ioniche, preceduto da una fontana pubblica, introduce a un insieme di edifici: il Foro triangolare limitato dal tempio dorico dedicato a Ercole; 
     la Palestra sannitica; il Teatro grande (costruito in epoca ellenistica utilizzando il pendio naturale della collina, ampliato  in età augustea, aveva una capienza di 5.000
     spettatori); la Caserma dei gladiatori, da cui provengono le armi gladiatorie ora al Museo Nazionale di Napoli; l’Odeion, costruito poco dopo l’80 a.C.
-    Tempio di Iside di età preromana, ma ricostruito dopo il 62 d.C., è uno dei santuari dedicati a Iside meglio conservati.
-   Via dell’Abbondanza, che attraversa uno dei quartieri commerciali più attivi della città, un’area nella quale avevano sede numerose tintorie e laboratori per la
    fabbricazione dei vestiti di lana e oggetti di feltro. La Fullonica Stephani, è tra le più complete lavanderie-tintorie di Pompei, uno dei più tipici esempi della
    trasformazione di una casa in officina (al pianterreno) con l’alloggio al piano superiore. Dopo la Bottega di Verus, venditore di suppellettile bronzea (qui fu ritrovata la
    “groma”, strumento per la misurazione dei campi) segue la Casa del Criptoportico, celebre per il fregio decorato con scene dell’Iliade e di altri poemi ciclici;
-    Casa del Menandro, detta anche del Tesoro delle Argenterie, perché nel 1930 vi si rinvenne una ricca suppellettile argentea (115 pezzi).
-    Anfiteatro (di forma ellittica, misura 135 × 104 m, con una capienza di 20.000 spettatori). Questo anfiteatro è il più antico tra quelli pervenutici. Costruito nell’80 a.C.,
     rimase inattivo per ben 10 anni, per decreto del Senato, a seguito della sanguinosa rissa che vi si accese tra Nucerini e Pompeiani, nel 59 d.C.
-    Necropoli