Nasa, una missione storica verso gli asteroidi
Riportiamo questo interessante articolo del Corriere.it, a cura di Giovanni Caprara, sul viaggio della missione spaziale Osiris-Rex della Nasa (partita il 9 settembre 2016) verso l’asteroide Bennu.

I due propulsori del razzo Atlas V si sono accesi dalle 1.05 (ora italiana) del 9 settembre alla base di Cape Canaveral, in Florida. È iniziato il viaggio della spettacolare missione spaziale Osiris-Rex della Nasa verso l’asteroide Bennu, con l’obiettivo di riportare sulla Terra un campione di suolo per scoprirne la natura.

Bennu
L’impresa era stata tentata anche dai giapponesi senza tuttavia riuscirci. Bennu ha un diametro di 492 metri e ogni sei anni si avvicina alla Terra fino a 450 mila chilometri. Per questo è classificato tra i numerosi corpi a rischio. La sonda arriverà alla meta nell’agosto 2018 iniziando uno studio approfondito a distanza. Poi nel 2020 raccoglierà il campione di regolite in superficie con una manovra di avvicinamento automatico durante la quale abbasserà una sorta di braccio robotizzato all’estremità del quale è posta una trappola. Quindi, mentre si rialzerà, stiverà il tutto in una capsula iniziando il viaggio di ritorno verso la Terra. Qui arriverà nel 2023 e la capsula contenente il prezioso campione (60 grammi) scenderà appesa a un paracadute.

Strumenti italiani
Nella lunga spedizione con complesse manovre da attuare la navigazione sarà aiutata da strumenti italiani. I sensori stellari con la mappa digitale del cielo a cui far riferimento sono infatti realizzati in Italia da Leonardo-Finmeccanica negli stabilimenti di Firenze e consentiranno al robot cosmico di orientarsi. «Li abbiamo forniti alla Lockheed Martin costruttrice della sonda in una rapporto diretto», dice Marco Molina di Leonardo, «come è accaduto per altre sonde americane». Gli stessi sono imbarcati anche sulle sonde Rosetta ed Exomars dell’Esa. Due scienziati dell’Inaf (John Robert Brucato e Elisabetta Dotto) parteciperanno poi all’analisi dei dati.

Rischio di impatto con la Terra
Lo scopo della missione è appunto quello di indagare in dettaglio la natura di Bennu che appartiene al gruppo degli asteroidi di tipo carbonaceo. Si tratta di un primo passo per affrontare il problema del rischio di impatto con la Terra da parte di alcuni di questi corpi in transito nelle vicinanze e le cui orbite potrebbero essere alterate dalle forze gravitazionali. Per capire che cosa fare bisogna appunto conoscerne le caratteristiche. Ma c’è anche un secondo scopo indiretto ed è quello di iniziare a individuare gli asteroidi ricchi di materiali utili per scopi terrestri nell’ipotesi di poter avviare un loro sfruttamento come una società americana, la Planetary Resources, si propone di fare. Ma intanto si pensa prima di tutto alla difesa della Terra dalla potenziale minaccia.