PARCO ARCHEOLOGICO di ELEA VELIA (Salerno)
Indirizzo: Contrada Piana di Velia -  84046  Ascea (SA)
Telefono: 0974 – 97 23 96;   0974 – 97 21 34;   089 – 56 47 203 (Ufficio Scavi)   Fax: 0974-972396

Tabella orari 2016: http://www.archeosa.beniculturali.it/uploads/pubblicazione/43_1.pdf

Si può acquistare un ticket cumulativo Museo e Parco Archeologico di Paestum, Parco Archeologico di Elea Velia (valido 3 giorni) con
CampaniaArteCard  

Per arrivare
Il Parco archeologico di Velia si trova nel Cilento;
Ascea dista dall’aeroporto di Napoli-Capodichino circa 110 km.
•    in auto: Autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita Battipaglia, proseguire per la SS 18, uscita Vallo Scalo, seguire direzione Ascea
•   in treno: scendere alla stazione di Ascea (linea Salerno - Sapri).

I romani diedero il nome Velia alla colonia greca di Elea fondata intorno al 540 a.C. dai profughi di Focea,  città greca dell’Asia Minore conquistata dai Persiani. La colonia fu circondata da mura lunghe oltre otto chilometri, e da due torri poste ai lati della porta della città. Elea (Velia) fu un grande polo culturale dell’antichità grazie alla “scuola eleatica” i cui principali esponenti furono i filosofi Parmenide e Zenone.
L’identificazione del sito e di alcuni ruderi avvenne nell’800, all’interno del territorio comunale di Ascea;  negli anni ’60 del ‘900 l’area venne intensamente esplorata fino ad arrivare alla definizione del tessuto urbanistico all’interno della cinta muraria.
Nel quartiere meridionale, vicino all’ingresso, continua lo scavo della vasta necropoli di età romana imperiale.
Alla città antica si accede dalla Porta Marina Sud, fiancheggiata sulla sinistra dalle abitazioni dell’insula I e sulla destra da un edificio in opus incertum, risalente all’ultimo quarto del I sec. a.C., in cui furono rinvenuti numerosi ritratti della famiglia imperiale.

Da visitare:
-    Via di Porta Rosa, del IV-III sec. a.C., una delle più importanti opere pubbliche, con l’ arco, del IV sec. a.C., in pietra arenaria, con arco a tutto sesto e messa in opera a secco;
Porta Rosa è ritenuto il più grandioso monumento civile della Magna Grecia.
-    le terme romane, del II d.C.: visibili il laconicum con i tubuli per il riscaldamento e il frigidarium, con nicchie alle pareti, vasca e  pavimento mosaicato;
-     una grande piazza rettangolare: all’ingresso una fontana monumentale con portico;
-     l’Acropoli;
-    il teatro: se ne conservano bene la cavea, che sfrutta il terrazzamento naturale, e i parodoi; era in grado di ospitare fino a duemila spettatori;
-     una struttura porticata di età ellenistica (IV-III sec. a.C.)
-    Il castello, dell’XI-XII sec., con torre circolare, è costituito in gran parte da materiale di spoglio dell’antica città. Attorno ad esso sono visibili i resti del borgo e, poco distante, la Cappella Palatina, anch’essa del XII sec.;
-    una serie di terrazzamenti da cui sono ben visibili l’intera struttura della città e le mura di fortificazione, che presentano numerose torri, realizzate nel IV-III sec. a.C.
-     la grande area sacra dedicata a Zeus, con altare centrale, nonché il percorso di una delle vie più antiche, la Via Velia, con un altro edificio termale.