PARCO NAZIONALE del CILENTO, VALLO di DIANO e ALBURNI (Salerno)


Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella.

Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire.   
fonte: http://www.parks.it/parco.nazionale.cilento/index.php

Istituito con legge n.394 del 6.12.1991, è situato nella Regione Campania, in Provincia di Salerno, e comprende 80 Comuni.
Ha una superficie di 181.048 ha, mentre la superficie delle Aree Marine Protette è di 9.215 ha.
L'altitudine del Parco varia da 0 a 1899 metri slm.

Come si arriva:

In auto
L’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia gran parte dei confini settentrionali e orientali del Parco. Le uscite più convenienti sono:
    Battipaglia, per Paestum e la costa da Agropoli a Palinuro;
    Campagna, Sicignano e Petina per i Monti Alburni;
    Sala Consilina per Teggiano e il Monte Cervati;
    Padula-Buonabitacolo per Policastro e Sapri.

Le principali strade statali che attraversano l’area protetta sono: la variante alla SS 18 Tirrena inferiore che va da Agropoli, Vallo della Lucania fino a Policastro e prosegue per Buonabitacolo; la SS 166 degli Alburni, che taglia in senso latitudinale il Parco da Capaccio-Paestum ad Atena Lucana; la SS 267 del Cilento che segue la costa da Agropoli fino ad Ascea- Velia per innestarsi poi sulla SS 447 per Palinuro.
 
In treno
La linea ferroviaria Napoli-Salerno-Reggio Calabria interessa prevalentemente tutta la zona costiera. Alcune stazioni ferroviarie pur essendo lontane dai centri abitati sono collegate con i paesi più vicini.
Sulla linea Battipaglia-Lagonegro che costeggia il versante settentrionale degli Alburni il servizio vien effettuato con pulman sostitutivi.
 
In bus
Molte autolinee collegano Salerno con gran parte dei paesi del Parco. Gli orari sono pubblicati ogni giorno sui principali quotidiani della provincia.
 
In aereo
Aeroporto di Napoli-Capodichino. Aeroporto di Salerno Pontecagnano.


fonte   http://promozione.cilentoediano.it/it/contatti/

Escursioni
Nelle viscere della Terra. Morigerati e la grotta del Bussento
Il fiume Bussento che nasce dal versante meridionale del Monte Cervati, in prossimità di Caselle in Pittari si inabissa in un colossale inghiottitoio per riapparire, dopo aver percorso il suo viaggio misterioso nelle viscere della terra, pochi chilometri più a sud, sotto l’abitato di Morigerati.
L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco.
La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta. Da qui si entra con una stretta scaletta in pietra e si oltrepassa il profondo e spettacolare canyon, scavato dal fiume, con due ponticelli in legno. All’esterno, poi, il fiume offre delle suggestive vedute lungo la gola, dove acque limpide e fresche formano scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate. Tutta la zona per la sua straordinaria bellezza paesaggistica e naturalistica merita una sosta prolungata.  
Info e prenotazioni: Guide ufficiali del parco. www.guideufficialipncvd.it

fonte: http://promozione.cilentoediano.it/it/escursioni/

La deontologia dell’andar per monti     fonte  http://promozione.cilentoediano.it/it/in-montagna
Chi va in montagna sceglie di norma per la propria “avventura montana” un terreno incontaminato e precedentemente utilizzato, in casi fortunati, solo da pastori o cacciatori, per cui ci si aspetta di trovare pochissime tracce di antropizzazione, fra i quali una segnaletica utilissima, ma il più possibile discreta.

Su questo aspetto è utile ricordare, a chi si appresta a segnare un nuovo sentiero, quanto asserito da Spiro Dalla Porta Xidias, uno dei padri del C.A.I.: «La segnaletica sui sentieri toglie il gusto dell’avventura. Ciò nonostante, almeno sui principali sentieri, questa è necessaria per invitare gli escursionisti meno esperti a camminare con maggiore sicurezza. Facciamo in modo che questa non sia invasiva.»

Tra le indicazioni utili da ribadire vi è quella di “seguire il sentiero”, evitando di creare nuove tracce che, oltre a poter confondere altri escursionisti, possono creare danni alla “cotica superficiale” del terreno che, soprattutto in quota, è maggiormente soggetta a delicati equilibri.
Difatti il calpestamento ripetuto, durante il periodo primaverile-estivo, danneggia la modesta vegetazione, poi le piogge e i venti autunnali ed invernali asportano tale cotica oramai quasi priva di radici, attivando processi di erosione. Si assiste inoltre alla scomparsa di alcune specie di piante “perdenti”, sostituite da altre specie “opportuniste”.
 
Ricordarsi che siamo ospiti
Anche il parlare a voce alta può disturbare l’ambiente e spaventare gli animali selvatici i quali, specie sui percorsi più frequentati, sono portati ad abbandonare definitivamente la zona impauriti. È indispensabile l’uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non modificare i normali processi della vegetazione, estirpando o danneggiando piante, raccogliendo fiori, accendendo fuochi, facendo rotolare inutilmente sassi. Chi, in seguito, percorrerà il sentiero non deve accorgersi del nostro passaggio.
 
Non abbandonare carta, rifiuti e oggetti!

La lunga vita dei rifiuti: alcuni esempi
Tovagliolo di carta da 2 a 4 settimane. Fazzolettino di carta da 2 a 3 mesi.Tetrapack latte o succhi di frutta: 3 mesi. Carta plastificata di involucri da 4 a 5 anni. Gomma da masticare, 5 anni. Pacchetto di sigarette da 10 a 20 anni. Scatoletta di banda stagnata: 50 anni. Anelli di plastica fermalattine: 450 anni. Materiali di plastica da 200 a 1000 anni:
 
Il rispetto dell’equilibrio biologico-alimentare degli animali
Gli animali selvatici sono per lo più opportunisti e sanno adattarsi velocemente all’ambiente in cui vivono imparando dove trovare cibo a buon mercato, compreso ovviamente quello di origine antropica. Alcuni animali vivono naturalmente ai margini dei territori degli individui dominanti ed hanno imparato a conviverci (vedi in particolare le volpi). Alla lunga ciò può costituire per loro, una condanna.
   
Non lasciare altro che l’impronta del tuo piede
Non portar via null’altro che foto, impressioni e ricordi